MEDIOEVO
A. 5, n. 2, febbraio 2001

MULTIMEDIALE / Un CD-ROM ripropone le città e i principali monumenti disseminati lungo il tratto meridionale dell'asse viario, fra i più frequentati dell'Età di Mezzo


Scusi, per la via Francigena?
di VITO BIANCHI

Semplice: basta imboccare il centro storico di Bari, ed eccola lì. Proprio cosi: nel borgo medievale del capoluogo pugliese, c'è ancora una strada chiamata "Rua Francigena", già via dei Calzolari. Evidentemente, in questo caso la toponomastica è una spia del passato, la traccia di una memoria lunga mille anni e più.
Che un recente CD-Rom, intitolato per l'appunto La via Francigena in Puglia, ha saputo riattivare, riproponendo il percorso, più meridionale di uno fra gli assi viari più frequentati nel Medioevo.
L'opera ha il suo pregio maggiore soprattutto nella ricchezza iconografica, che si fonda su ben 290 fotografìe, 31 cartografie e 40 scritti inediti, contornati da 7 filmati e 9 brani musicali originali.

LA VIA TRAIANA

L'apparato testuale si presenta poi di agevole fruizione, mirato com'è a coinvolgere anche un pubblico non addetto ai lavori nella riscoperta di un passato pullulante di testimonianze storiche, artistiche e archeologiche ancor oggi incredibilmente allineate su un'arteria che aveva ereditato la sua piena funzionalità dal mondo romano. E cioè dalla via Traiana, che connettendo Roma con Brindisi percorreva in lunghezza il tacco d'Italia, e toccava i porti da cui raggiungere l'Oriente. Per mare, o riprendendo terra al di là dell'Adriatico, sulla via Egnazia, che da Durazzo entrava in Illiria e Macedonia, passava per Tessatonica (l'odierna Salonicco) e approdava a Bisanzio.
Fu quello uno dei corridoi preferiti per raggiungere Costantinopoli non solo in età romano-imperiale, ma anche in epoca medievale, quando sulla via Traiana venne a ricalcarsi l'estremo segmento della via Francigena, battutissima da eserciti di guerrieri e di fedeli, in tempi di crociate e pellegrinaggi. Con tutto il portato religioso che ciò implicava, per una regione da sempre permeabile ai culti euromediterranei, tanto che da Iside aveva originato una serie infinita di Madonne nere.

L'ORA DELLO SPIRITO

Fu quindi l'ora delle magnifiche cattedrali di Bitonto, Ruvo, Trani, Troia, e delle chiese, delle abbazie, dei castelli e degli hospitalia schierati per accogliere i fedeli, in una sequenza eccezionale di monumenti, fra Otranto e Monte Sant'Angelo, mentre delle stupende immagini di santi impreziosivano gli insediamenti rupestri sparsi fra Monopoli, Fasano e Ostuni.
Attraverso cinque capitoli che passano in rassegna una ventina di località, il CD-Rom ripropone pertanto i segni di un secolare fermento religioso, polarizzato gradualmente intorno ai due principali santuari regionali, uno marittimo e l'altro montano: a Bari S. Nicola, e sul Gargano S. Michele, raggiungibile col diverticolo della via Sacra Langobardorum, che proveniva dalla Benevento longobarda e poco oltre Lucera si inerpicava sulla montagna dell'Arcangelo.
Cristianità fra mare e monti, insomma: ce n'era (e ce n'è ancora) davvero per tutti i gusti.

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