presentazione
La
memoria
che
resta:
ArmamaxA Provincia
di
Bologna
-
Assessorato
alla
Cultura
-
Invito
in
provincia presenta scritto,
diretto
e
interpretato
da progetto e coordinamento edizioni,
web ufficio
stampa progetto
grafico drammaturgia
su
testi
tratti
da "La
memoria,
il
suo
uso
e
la
sua
costruzione
continua
sono
una
proposta
culturale:
poiché
non
sono
solo
una
battaglia
per
il
recupero
di
carte
scritte
e
cose
antiche, Dagli
inizi
del
Novecento
fino
agli
anni
Cinquanta
al
Sud
i
braccianti,
la
classe
più
infima Il
progetto
prevede
accanto
alla
creazione
del
lavoro
teatrale,
che
immaginiamo
di
"portare"
non
solo
nei
luoghi
del
teatro,
ma
anche
nei
musei,
nelle
biblioteche,
nelle
piazze,
nei
centri
di
documentazione,
nelle
scuole,
l’allestimento
di
una
mostra-catalogo
multimediale
e
cartaceo
che
accompagnerà
ogni
rappresentazione. Tutti
i
materiali,
quelli
utilizzati
in
scena
e
gli
altri
raccolti
nell’archivio
della
Memoria
che resta
di
Giovanni
Rinaldi,
confluiranno
in
un
sito
internet
dove
potranno
essere
liberamente
consultati
e
che
verrà
costantemente
aggiornato
con
nuove
testimonianze
acquisite
in
corso
d’opera.
Immaginiamo
il
lavoro
teatrale
come
momento
forte
di
presentazione
di
tutto
il
progetto,
ma
non
come
momento
finale.
Intendiamo
infatti
riattivare
la
ricerca
e
raccogliere
altre
testimonianze,
per
continuare
a
parlare
di
lavoro,
"creare
nuova
memoria". Poco
meno
di
un
anno
fa
"incontrai"
un
libro:
La
Memoria
che
Resta.
Vissuto
quotidiano,
mito
e
storia
dei
braccianti
del
Basso
Tavoliere,
a
cura
di
Giovanni
Rinaldi
e
Paola Sobrero [ prima edizione, Foggia 1981 - n.e. Edizioni Aramirè, Lecce
2004]. Vi
erano
raccolte
testimonianze
preziose
di
una
storia
quasi
dimenticata:
la
storia
del
movimento
bracciantile
nel
Basso
Tavoliere
di
Puglia. Quell’incontro
mise
in
movimento,
come
in
una
reazione
a
catena,
un
susseguirsi
di
altri
incontri,
con
persone,
luoghi,
altri
testi,
istituzioni,
che
ben
presto
varcarono
i
confini
della
Provincia
di
Foggia
per
allargarsi
a
tutta
l’Italia
conducendomi
fino
in
Sicilia
e
in
Emilia
Romagna.
Da
quei
viaggi
e
da
quelle
esplorazioni
è
nato
il
progetto
Braccianti. Qual
è
il
senso
di
raccontare
la
memoria
oggi?
Perché
la
voce
dei
braccianti
di
cinquant’anni
fa
ci
parla
oggi
come
fosse
cronaca? Se
è
vero
che
"…noi
siamo
ciò
che
ricordiamo
e
ciò
che
dimentichiamo…
(Sergio
Imperio)"
allora
il
lavoro
della
terra,
le
memorie,
la
quotidianità
dei
braccianti
sono
una
presenza
costante,
tracce
e
segni
di
un
passato
ansioso
di
futuro.
Un
passato
che
è
presente,
qui
ed
ora,
con
l’unica
differenza
che
quegli
uomini,
un
tempo
piccoli
e
abbigliati
in
nero,
oggi
vengono
da
lontano
ed
hanno
spesso
la
pelle
nera. Nei
miei
ricordi
di
bambino
rivedo
le
folle
di
braccianti
in
attesa
di
essere
reclutati
al
lavoro
nella
piazza
del
teatro;
in
quelli
recenti
di
adulto
li
ritrovo
fuori
città,
ogni
estate,
curvi
sotto
il
sole
di
mezzogiorno.
Salvaguardare
l’esperienza
dell’uomo
e
della
terra
contro
l’amnesia
della
globalizzazione,
l’assenza,
l’oblio.
Per
questo
ricorreremo
al
teatro:
per
restituire
voce
a
tutti
quegli
uomini
che,
oggi
come
allora,
voce
non
hanno. Enrico
Messina Bibliografia La memoria
che
Resta.
GIOVANNI RINALDI - PAOLA SOBRERO Braccianti
storia
e
cultura.
Di
Vittorio,
il
lavoro,
le
lotte,
il
1°
Maggio Il
sole
si
è
fatto
rosso.
Giuseppe
Di
Vittorio GIUSEPPE ANGIONE
Primo
Maggio. MICHELE SACCO
TOMMASO FIORE
RITA DI LEO MICHELE MARINELLI
GIULIANA SALADINO ENZO PANCALDI, LORIS GENERALI
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memoria
che resta 
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BRACCIANTI - LA MEMORIA CHE RESTA pag. 2
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Centro
Etnografico
Ferrarese
La
Corte
Ospitale
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Rubiera
Biblioteca Provinciale - Foggia
La
Memoria
che
Resta
Enrico
Messina
Giovanni
Rinaldi
Federico
Toni
Giovanni
Rinaldi
Pepita
Promoters
Bianca
LA
MEMORIA
CHE
RESTA
Vissuto
quotidiano,
mito
e
storia
dei
braccianti
del
Basso
Tavoliere
a
cura
di
Giovanni
Rinaldi,
Paola
Sobrero
Quaderno
34
Centro
di
Formazione
Sindacale
di
Torino,
Camera
Conf.
del
Lavoro
Lo
spettacolo
ripercorrerà
le
tappe
fondamentali
della
storia
del
Movimento
Bracciantile
attraversando
i
volti
e
le
storie
note
o
sconosciute
degli
uomini
che
a
quel
movimento
diedero
vita:
Angione,
Sacco,
Barbarossa,
Abbruzzo,
Casucci,
Calanca,
Bassi,
Guggino,
Buonomo,
Li
Puma, Sgarzi,
Cannelonga,
Zoni,
Di
Vittorio…
In
scena
gli
attori
"dialogheranno",
grazie
alla
tecnologia
digitale,
con
le
loro
immagini,
con
il
suono
delle
loro
voci,
con
i
rumori
del
loro
lavoro,
in
un
percorso
di
narrazione
in
cui
la
parola
e
il
corpo
si
mescoleranno
come
in
un
"passo
a
due".
A
cura
di
Giovanni
Rinaldi
e
Paola
Sobrero
Amministrazione
Provinciale
di
Capitanata,
Foggia
1981
La memoria che resta. Vita quotidiana, mito e storia dei braccianti nel
Tavoliere di Puglia, prefazione di Alessandro Piva
Edizioni Aramirè, Lecce 2004 [nuova edizione ampliata e riveduta]
Provincia
di
Bari,
Bari,
1978
I
Dischi
del
Sole
/
Istituto
E.
De Martino,
Milano,
1978
ROBERTO CIPRIANI, GIOVANNI RINALDI, PAOLA SOBRERO
Il
simbolo
conteso.
Simbolismo
politico
e
religioso
nelle
culture
di
base
meridionali
Ianua,
Roma,
1979
La
città
del
sole.
Realtà
e
sogno
di
un
bracciante
A cura di GIOVANNI RINALDI e PAOLA SOBRERO,
Cerignola,
1982
A
cura
di
GIOVANNI RINALDI, Comune
di
Cerignola,
1982
Il
diavolo
e
la
cicala
A
cura
di LUIGI REITANI, Cerignola,
1991
Il
cafone
all’Inferno
Einaudi, Torino, 1955
I
Braccianti
non
servono
Einaudi, Torino,1961
Le
lotte
per
la
terra
in
Capitanata
e
l’eccidio
di Torremaggiore
Teti, Milano, 1978
Terra
di
Rapina
Sellerio, Palermo, 2001
I
braccianti
navigatori
del
Navile
L’Artiere
Edizionitalia,
2001
nella
pagina
CULTURA
POPOLARE
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STAMPA
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