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MONOGRAFIE, a. I, n. 0, gennaio 1985   

Lo sguardo della memoria

di Giovanni Rinaldi
 

L'immagine fotografica.
Itinerario senza fine di momenti, frammenti, attimi di storia individuale e collettiva. Interminabile teoria di sguardi che si incrociano, di luci e ombre che si alternano. Possiamo addentrarci nella foresta di immagini carichi di meraviglia: tutto è fotografabile, tutto è stato fotografato.


Il percorso a ritroso può farci riscoprire bambini, ritrovare volti simili al nostro in abiti e tempi lontani. Può farci scoprire come il tempo muti radicalmente le forme che ci circondano o come invece ce le riproponga di tanto in tanto sempre simili a se stesse. Spesso è un viaggio di paura, la scoperta di come eravamo poveri, tristi, cattivi.
Altre volte è un abbandonarsi nostalgico e ovattato nel 'come eravamo' migliori, tranquilli, felici.
La foresta di immagini invece è sempre lì, muta e sparsa: nei cassetti, nei cartoni, nelle soffitte, negli archivi di polvere dei paesi. Sono immagini che aspettano di essere guardate ma che non smettono di guardare. Sono volti e occhi che ci fissano più di quanto noi possiamo.
L'insieme di queste icone è la storia figurata di noi stessi, della nostra famiglia, dei parenti, dell'intera società in cui siamo, degli spazi e dei luoghi in cui tutti ci ritroviamo. Proveremo a percorrere i capitoli di questa storia di figure passando dal fascino del ritratto alla varietà della moda e dell'abbigliamento, dalla ridondanza delle cerimonie pubbliche alla essenzialità di quelle private, dalla ricognizione architettonica e urbanistica alla storia sociale del lavoro e delle tecniche.
Sarà infine un omaggio a quegli artisti-imprenditori che sul finire del secolo e agli inizi del nuovo abbracciarono un'arte nuova, diffìcile e tecnologicamente complessa come la fotografia in cui bisognava investire capitale e fantasia e
con la quale spesso si è fatto lievitare il livello di
consapevolezza nella propria insostituibile identità culturale.

"Vedere se stessi (altrimenti che in uno specchio): in termini storici, questo è atto recente, dal momento che il ritratto, dipinto, disegnato o miniato che fosse, è stato sino alla diffusione della Fotografia un bene limitato a pochi, destinato del resto a ostentare una data condizione economica e sociale - e in ogni caso un ritratto dipinto, per quanto somigliante sia, non è una fotografia. È curioso che non si sia pensato al rivolgimento (di civiltà) che questo atto nuovo comporta. Io vorrei una storia degli Sguardi".
(R. Barthes, La camera chiara).

 

 

Le immagini che illustrano l'articolo sono state gentilmente
messe a disposizione dai fratelli Lenoci (eredi leva),
dalla Famiglia Rinaldi di Cerignola e
dalla signora Maria Teresa Masullo Fuiano di Foggia.

 
 
 

 a: poni