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IL DOCK  > RASSEGNA STAMPA

 


I foggiani scrivono la loro storia 
     di C. Gabaldi (Corriere del Mezzogiorno, 27/11/2001)

La nostra cultura è DOCK
    
di M. Coco (Voce di Popolo, 18/01/2002)

 

 

 

 

 

 

 

Gabaldi

Corriere del Mezzogiorno
giovedì 27 settembre 2001

Un invito ai cittadini ad inviare documenti per ricostruire il '900 in Capitanata
I foggiani scrivono la loro storia
La Biblioteca provinciale lancia l'iniziativa "La memoria che resta"
di CLAUDIO GABALDI

Non solamente atti pubblici d'annata, ma soprattutto fotografie, lettere, manifesti, cartoline. Pronto anche un sondaggio sugli scrittori più rappresentativi del secolo scorso

FOGGIA - Aprite i cassetti. Sfogliate i diari. Rovistate i solai. Frugate nelle soffitte e, soprattutto, fra i ricordi personali. Sono questi gli inviti che la Biblioteca provinciale, rivolge ai cittadini, chiamandoli a collaborare ad una colossale, campagna di recupero culturale. La campagna partirà nei prossimi giorni, e verrà condotta appoggiandosi ad alcune postazioni strategiche. In primo luogo gli istituti scolastici; e poi anche altri centri che vengono definiti "di aggregazione culturale", come circoli privati, teatri, librerie ed altri ancora. Tutti verranno riforniti di volantini e moduli da distribuire al pubblico, per informarlo dell'iniziativa, che è stata già battezzata con uno slogan: La memoria che resta.
L'obiettivo è quello di raccogliere a maggior numero possibile di documenti sulla storia del Novecento in Capitanata.

Non solamente atti pubblici e produzioni burocratiche d'annata, ma anche e soprattutto fotografie, lettere, manifesti, cartoline; insomma, materiale più "vivo". E non solo cartaceo: la biblioteca è affamata anche di filmati e registrazioni sonore, industriali e fai-da-te. E chi non se la sente di staccarsi dalla pellicola del nonno o dalla dedica del primo amore non abbia paura: nessuno lo obbligherà a consegnare l'originale. Andranno benissimo anche riproduzioni in copia; purché, naturalmente, non alterate.
Ciascuno potrà quindi compiere la propria personalissima campagna di scavi, e trasformarsi in casalingo Indiana Jones fra scatoloni, album e vecchie agende. Le "pepite" che salteranno fuori andranno a costituire gli archivi "Novecento".
Ad ospitarli sarà il centro di documentazione multimediale che la biblioteca mette a disposizione di scuole, insegnanti e ricercatori, e che è stato chiamato "Dock". Non a caso: il termine è mutuato dal vocabolo inglese che identifica i magazzini dei grandi porti commerciali. "L'idea - sostiene il direttore della biblioteca, Franco Mercurio - è appunto quella di progettare un vero e proprio magazzino della memoria storica". Un magazzino attraverso il quale sarà possibile ricostruire non solo l'ufficialità per così dire "esterna", ma anche il privato delle popolazioni daune negli ultimi cento anni. Un "come eravamo" non sempre facile. È, ad esempio, il caso della città capoluogo: Foggia, come è noto, nel corso dell'ultima guerra è stata semidistrutta dai bombardamenti alleati. E sotto le macerie è andata materialmente dispersa anche parte della storia locale. Ma quello dei ricordi non è l'unico contributo che ai cittadini verrà richiesto. La biblioteca è in
cerca anche di pareri. "Cento autori per cento anni": così si chiamerà il megasondaggio che si propone di individuare gli scrittori più rappresentativi del secolo appena trascorso. Fra i cento "eleggibili" anche quelli che sono tuttora viventi. Chi vorrà partecipare dovrà riempire un modulo, reperibile negli stessi punti in cui verranno distribuiti gli inviti a collaborare a "La memoria che resta". Il modulo sarà disponibile anche on-line, sul sito www.bibliotecaprovinciale.foggia.It.

 


 

Coco

Voce di Popolo
19 gennaio 2002

'AVVENIMENTI'

La nostra cultura è Dock
Tra breve realizzato un centro di documentazione multimediale
di MATTEO COCO

Sui fogli del Tempo in un familiare diario giovanile recupero frammenti di memoria consegnata a poche notazioni segnate negli ormai lontani anni '70. Si era, forse, in un altro secolo, e l'urgenza di conservare altre condizioni popolari e altre tradizioni si concretizzava ad opera di due giovani studiosi: Giovanni Rinaldi e Paola Sobrero, nell'ormai catalogato "Archivio di base" come una moda voleva si chiamassero quei contenitori culturali pieni zeppi di interviste, canti e testimonianze d'epoca.
Ormai l'esperienza è datata.
Rincontro, piacevolmente, nel suo studio ammodernato Giovanni Rinaldi che ha sostituito il suo antiquato registratore e la sua vecchia macchina fotografica con una moderna digitale che imprime volti e parole al computer dell'esistere e mi accorgo che le variate condizioni tecnologiche non hanno però fatto mutare ne l'amicizia, nè lo spirito di ricerca che un tempo ci animava e ancora ci unisce, ed è così che, tra una chiacchiera e l'altra, riportandomi all'attuale realtà di Internet, che anch'io reputo miniera d'informazione e veicolo di comunicazione ormai insostituibile, mi "trasmette" l'idea "importante" d'un suo progetto che, insieme a Enrichetta Fatigato, sta realizzando con l'Amministrazione Provinciale di Foggia e con la Biblioteca Provinciale, l'idea di far nascere e potenziare un Centro di Servizi e Documentazione Multimediali.
Partiamo (o approdiamo?) sempre nello stesso porto e scarichiamo - anzi tutti i cittadini, gli Enti, le Associazioni, le Scuole, le imprese potranno farlo - sulle banchine gli strumenti necessari a salvare e salvaguardare quella nostra memoria d'un tempo (d'ogni tempo): singola o collettiva, che interessi la "digitalizzazione" dei beni culturali, la raccolta e la produzione di materiali della/sulla cultura popolare locale (le nostre radici) e, infine, per me che vado sperimentando l'informatica applicata alle scienze umanistiche, la raccolta e la documentazione di esperienze didattiche, a sostegno, anche, delle progettazioni in rete.
Insomma la nostra cultura è Dock (così come si chiamerà il Centro, il piano caricatore da cui far salpare o su cui far giungere i contenuti degli scambi culturali che si vorranno realizzare) e nel quale io già scarico il Centro di Documentazione sulla Storia e la Letteratura dell'Emigrazione del Comune di S. Marco in Lamis che tanta memoria dei nostri emigrati all'Estero sta già recuperando. E' buon segno, il segno della ripresa, dopo un lungo inverno, dopo l'indifferenza verso progetti culturali accantonati o non presi in considerazione dalle pubbliche amministrazioni in quelle stagioni difficili che abbiamo "guidato". Si riparte dalla memoria, dal recupero di quel passato per costruire un futuro, magari col cuore antico di sempre, fondato soprattutto sulle nuove tecnologie dietro le quali c'è sempre l'uomo, gli uomini e la loro fatica di vivere, anche in Capitanata, nonostante tutto.