IL
DOCK
>
RASSEGNA
STAMPA Corriere
del
Mezzogiorno Un
invito
ai
cittadini
ad
inviare
documenti
per
ricostruire
il
'900
in
Capitanata Non
solamente
atti
pubblici
d'annata, FOGGIA
-
Aprite
i
cassetti.
Sfogliate
i
diari.
Rovistate
i
solai.
Frugate
nelle
soffitte
e,
soprattutto,
fra
i
ricordi
personali.
Sono
questi
gli
inviti
che
la
Biblioteca
provinciale,
rivolge
ai
cittadini,
chiamandoli
a
collaborare
ad Non
solamente
atti
pubblici
e
produzioni
burocratiche
d'annata,
ma
anche
e
soprattutto
fotografie,
lettere,
manifesti,
cartoline;
insomma,
materiale
più
"vivo".
E
non
solo
cartaceo:
la
biblioteca
è
affamata
anche
di
filmati
e
registrazioni
sonore,
industriali
e
fai-da-te.
E
chi
non
se
la
sente
di
staccarsi
dalla
pellicola
del
nonno
o
dalla
dedica
del
primo
amore
non
abbia
paura:
nessuno
lo
obbligherà
a
consegnare
l'originale.
Andranno
benissimo
anche
riproduzioni
in
copia;
purché,
naturalmente,
non
alterate.
Voce
di
Popolo
'AVVENIMENTI'
La
nostra
cultura
è
Dock
Sui
fogli
del
Tempo
in
un
familiare
diario
giovanile
recupero
frammenti
di
memoria
consegnata
a
poche
notazioni
segnate
negli
ormai
lontani
anni
'70.
Si
era,
forse,
in
un
altro
secolo,
e
l'urgenza
di
conservare
altre
condizioni
popolari
e
altre
tradizioni
si
concretizzava
ad
opera
di
due
giovani
studiosi:
Giovanni
Rinaldi
e
Paola
Sobrero,
nell'ormai
catalogato
"Archivio
di
base"
come
una
moda
voleva
si
chiamassero
quei
contenitori
culturali
pieni
zeppi
di
interviste,
canti
e
testimonianze
d'epoca.

Grafica
il
Dock
Partecipazioni
Pubblicazioni
I
foggiani
scrivono
la
loro
storia
di
C.
Gabaldi
(Corriere
del
Mezzogiorno,
27/11/2001)
La
nostra
cultura
è
DOCK
di
M.
Coco
(Voce
di
Popolo,
18/01/2002)
giovedì
27
settembre
2001
La
Biblioteca
provinciale
lancia
l'iniziativa
"La
memoria
che
resta"
di
CLAUDIO
GABALDI
L'obiettivo
è
quello
di
raccogliere
a
maggior
numero
possibile
di
documenti
sulla
storia
del
Novecento
in
Capitanata.
Ciascuno
potrà
quindi
compiere
la
propria
personalissima
campagna
di
scavi,
e
trasformarsi
in
casalingo
Indiana
Jones
fra
scatoloni,
album
e
vecchie
agende.
Le
"pepite"
che
salteranno
fuori
andranno
a
costituire
gli
archivi
"Novecento".
Ad
ospitarli
sarà
il
centro
di
documentazione
multimediale
che
la
biblioteca
mette
a
disposizione
di
scuole,
insegnanti
e
ricercatori,
e
che
è
stato
chiamato
"Dock".
Non
a
caso:
il
termine
è
mutuato
dal
vocabolo
inglese
che
identifica
i
magazzini
dei
grandi
porti
commerciali.
"L'idea
-
sostiene
il
direttore
della
biblioteca,
Franco
Mercurio
-
è
appunto
quella
di
progettare
un
vero
e
proprio
magazzino
della
memoria
storica".
Un
magazzino
attraverso
il
quale
sarà
possibile
ricostruire
non
solo
l'ufficialità
per
così
dire
"esterna",
ma
anche
il
privato
delle
popolazioni
daune
negli
ultimi
cento
anni.
Un
"come
eravamo"
non
sempre
facile.
È,
ad
esempio,
il
caso
della
città
capoluogo:
Foggia,
come
è
noto,
nel
corso
dell'ultima
guerra
è
stata
semidistrutta
dai
bombardamenti
alleati.
E
sotto
le
macerie
è
andata
materialmente
dispersa
anche
parte
della
storia
locale.
Ma
quello
dei
ricordi
non
è
l'unico
contributo
che
ai
cittadini
verrà
richiesto.
La
biblioteca
è
in
19
gennaio
2002
Tra
breve
realizzato
un
centro
di
documentazione
multimediale
di
MATTEO
COCO
Ormai
l'esperienza
è
datata.
Rincontro,
piacevolmente,
nel
suo
studio
ammodernato
Giovanni
Rinaldi
che
ha
sostituito
il
suo
antiquato
registratore
e
la
sua
vecchia
macchina
fotografica
con
una
moderna
digitale
che
imprime
volti
e
parole
al
computer
dell'esistere
e
mi
accorgo
che
le
variate
condizioni
tecnologiche
non
hanno
però
fatto
mutare
ne
l'amicizia,
nè
lo
spirito
di
ricerca
che
un
tempo
ci
animava
e
ancora
ci
unisce,
ed
è
così
che,
tra
una
chiacchiera
e
l'altra,
riportandomi
all'attuale
realtà
di
Internet,
che
anch'io
reputo
miniera
d'informazione
e
veicolo
di
comunicazione
ormai
insostituibile,
mi
"trasmette"
l'idea
"importante"
d'un
suo
progetto
che,
insieme
a
Enrichetta
Fatigato,
sta
realizzando
con
l'Amministrazione
Provinciale
di
Foggia
e
con
la
Biblioteca
Provinciale,
l'idea
di
far
nascere
e
potenziare
un
Centro
di
Servizi
e
Documentazione
Multimediali.
Partiamo
(o
approdiamo?)
sempre
nello
stesso
porto
e
scarichiamo
-
anzi
tutti
i
cittadini,
gli
Enti,
le
Associazioni,
le
Scuole,
le
imprese
potranno
farlo
-
sulle
banchine
gli
strumenti
necessari
a
salvare
e
salvaguardare
quella
nostra
memoria d'un
tempo
(d'ogni
tempo):
singola
o
collettiva,
che
interessi
la
"digitalizzazione"
dei
beni
culturali,
la
raccolta
e
la
produzione
di
materiali
della/sulla
cultura
popolare
locale
(le
nostre
radici)
e,
infine,
per
me
che
vado
sperimentando
l'informatica
applicata
alle
scienze
umanistiche,
la
raccolta
e
la
documentazione
di
esperienze
didattiche,
a
sostegno,
anche,
delle
progettazioni
in
rete.
Insomma
la
nostra
cultura
è
Dock
(così
come
si
chiamerà
il
Centro,
il
piano
caricatore
da
cui
far
salpare
o
su
cui
far
giungere
i
contenuti
degli
scambi
culturali
che
si
vorranno
realizzare)
e
nel
quale
io
già
scarico
il
Centro
di
Documentazione
sulla
Storia
e
la
Letteratura
dell'Emigrazione
![]()
del
Comune
di
S.
Marco
in
Lamis
che
tanta
memoria
dei
nostri
emigrati
all'Estero
sta
già
recuperando.
E'
buon
segno,
il
segno
della
ripresa,
dopo
un
lungo
inverno,
dopo
l'indifferenza
verso
progetti
culturali
accantonati
o
non
presi
in
considerazione
dalle
pubbliche
amministrazioni
in
quelle
stagioni
difficili
che
abbiamo
"guidato".
Si
riparte
dalla
memoria,
dal
recupero
di
quel
passato
per
costruire
un
futuro,
magari
col
cuore
antico
di
sempre,
fondato
soprattutto
sulle
nuove
tecnologie
dietro
le
quali
c'è
sempre
l'uomo,
gli
uomini
e
la
loro
fatica
di
vivere,
anche
in
Capitanata,
nonostante
tutto.